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06.07.2010 - LA RICETTA DI MASTELLA: UN NUOVO PATTO TRA BERLUSCONI E FINI
Da Panorama.it
 
Si mettano d’accordo, trovino una soluzione, lo facciano nell’interesse della politica, della maggioranza e del Paese

L’invito a Berlusconi e Fini arriva da Clemente Mastella, uno che di strappi e ricucite ne sa parecchio. Nella sua lunga esperienza politica ha militato nella DC, CCD, CDR, UDR, UDEUR e, senza risparmiarsi nemmeno un bel po’ di guai giudiziari, ha fatto il ministro di Berlusconi, poi di Prodi e infine l’eurodeputato di Berlusconi. Oggi Mastella risulta nella lista dei cosiddetti “malpancisti del Pdl” con Pisanu, Pera, La Malfa e Martino, uomini-ponte disposti a trattare tra Fini e Berlusconi - secondo alcuni - al fine di ridurre il peso della Lega nella compagine governativa. Per altri, sarebbero i primi a fare le valige se le cose dovessero mettersi male.

On., la danno per una che sarebbe pronto a sbarcare nel terzo polo con Fini e Casini…
Ma no, io sto vivendo un periodo sabbatico, lontano dalla politica, per vicende giudiziarie che ritengo ingiuste. Me ne sto al di fuori tentando di riorganizzare il mio partito, l’Udeur, oggi Popolari per il Sud, a livello territoriale. Non parlo con nessuno. Mi limito a fare la parte del bravo medico che, di fronte a una situazione clinica poco chiara, dà il suo parere.

E la diagnosi qual è?
Il caso Brancher da questo punto di vista è stato esemplare: come si fa a nominare uno ministro e dopo pochi giorni chiedergli di dimettersi? Una maggioranza che si crea problemi del genere finisce per trovarsi a doverne risolvere sempre altri

Malattia incurabile?
Spero di no, ma certamente la maggioranza sta dimostrando una fragilità incredibile. La cosa peggiore è che continui ad andare avanti come sta facendo ora

Che cura prescrive?
Innanzi tutto Berlusconi dovrebbe iniziare ad accettare le ragioni di Fini che è comunque il co-fondatore del suo partito. Fini, da parte sua, deve riconoscere la leadership di Berlusconi
 
Visto che in questo momento ha in dosso i panni del medico, diciamo del medico psichiatra, pensa che Fini sia alle prese con una sorta di “complesso del Delfino”?
No, non credo che si tratti di questo. Una situazione del genere era piuttosto frequente ai tempi della Democrazia Cristiana. Quello tra Fini e Berlusconi mi sembra di più un problema di convivenza che dovranno superare facendo chiarezza tra di loro

Ma perché Berlusconi, forte di un consenso popolare molto vasto, si ritrova oggi in una situazione del genere?
Il consenso popolare e quello politico sono due cose molto diverse. Il consenso popolare è un consenso alla persona, quello politico deve invece essere costruito sull’azione di governo che di per sé è collettiva. Il “ghe pensi mi” di Berlusconi è giusto, ha fatto bene lui ad assumersi in prima persona la responsabilità della situazione, ma senza peccare di mettere gli altri all’angolo. La scarsa collegialità è proprio uno dei punti che gli rimprovera di più Fini. Se continua così, tra l’altro, Berlusconi rischia di compromettere anche il consenso che ha a livello personale. Al Sud, per esempio, c’è molto malcontento e c’è il rischio che esploda qualcosa. Per questo dico che i due hanno il dovere di trovare una soluzione nell’interesse della politica, del Paese o quanto meno della sua maggioranza

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