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26.10.2011 - MASTELLA CHIEDE ALL'EUROPA UN PIANO SANITARIO PER LE EPATITI
L'On. Clemente Mastella ha presentato questa mattina un'interrogazione scritta prioritaria alla Commissione Europea sulla necessitą di prevedere un piano d'azione strategico a livello europeo in grado di prevenire e controllare la diffusione delle malattie epatiche, causa di milioni di vittime ogni anno:
 
Qui, di seguito, il testo: 

" L'OMS ha riconosciuto, per la prima volta nel maggio del 2010, l'epatite virale come un problema sanitario di impatto globale ed ha approvato la prima risoluzione sull'epatite, allo scopo di contribuire a creare un sistema di forte collaborazione tra gli Stati nella lotta a questa priorità sanitaria. A differenza di altre malattie, le campagne di informazione e di prevenzione sulle malattie epatiche sono ancora insufficienti, nonostante i numeri a dir poco drammatici, dieci volte superiore ai casi di HIV/AIDS: 500 milioni di pazienti colpiti dal virus B o C nel mondo, di cui 2 milioni e mezzo solo in Italia. Si tratta di un male silenzioso, capace di trasformarsi, col tempo, in malattia cronica ed in grado di evolversi in cirrosi e tumore del fegato. Nonostante l'allarme lanciato anche dal Centro Europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (ECDC), sono pochi gli Stati membri che hanno, fino ad ora, adottato dei piani nazionali specifici. Anche se la salute pubblica rimane prevalentemente una competenza degli Stati membri dell'UE, l'ECDC auspica una maggiore collaborazione a livello comunitario per contribuire a migliorare la prevenzione delle malattie in Europa. Si chiede, pertanto, alla Commissione: - se non ritenga necessario, nell'ambito della lotta alle grandi epidemie, sollecitare gli Stati Membri all'adozione di un approccio integrato ed efficiente dal punto di vista dei costi-benefici per la prevenzione, il controllo e la gestione delle epatiti virali, avviando quindi una collaborazione multisettoriale tra le varie istituzioni sanitarie europee; - se non consideri l'eventualità di rafforzare i piani sanitari nazionali attraverso la previsione di un piano sanitario europeo in materia di epatiti, promuovendo progetti di collaborazione e di scambio di buone prassi, allo scopo di consolidare la capacità d'azione e di intervento dell'Unione; - se non giudichi opportuno, infine, incoraggiare e finanziare - con specifici programmi - la ricerca sulle malattie epatiche, rafforzando così il livello di preparazione dell'Unione Europea di fronte ad una tra le principali malattie infettive che minacciano oggi la salute umana".

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