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18.05.2011 - IL CANDIDATO SCONFITTO, CLEMENTE MASTELLA "SCHERZAVO, NON MI SUICIDO. NON LO FACCIANO I NAPOLETANI"
di Gian Maria De Francesco, da "Il Giornale" del 18/05/2011
 
Onorevole Clemente Mastella, leader Udeur-Popolari per il Sud, aveva promesso di suicidarsi se De Magistris fosse andato al ballottaggio. Come metterà in pratica il proposito? "Per carità. È un'espressione lessicale delle mie parti. Un paradosso che ho utilizzato anche per salvaguardarmi..." 

Può spiegare? "Mia moglie per aver utilizzato un'espressione del tipo "quello lì è un uomo morto", è finita ai ceppi. Parlando di me stesso, almeno, non ci sarà nessun magistrato che potrà inquisirmi". 

Eppur su Internet i simpatizzanti di De Magistris l'hanno presa sul serio. "Mi dispiace per quei navigatori dei miei stivali che non hanno spirito cristiano. Figurarsi se un cattolico come me potrebbe mai pensare togliersi la vita". 

Intanto, per il centrodestra tira una brutta aria. Anche se a Napoli le prospettive sono meno drammatiche che a Milano. "No, è drammatica anche a Napoli perché la disperazione porta la gente a rivolgersi anche a persone come De Magistris". 

Appoggerà Lettieri al secondo turno di ballottaggio? "Non ho deciso nulla. Da un lato la coordinatrice provinciale di Benevento del Pdl (l'on. Nunzia De Girolamo; ndr) ha sporto querela nei miei confronti. Dall'altro lato, non posso certo portare i miei voti a De Magistris. Alla fine potrei anche disinteressarmi e godermi il buon risultato raggiunto". 

È soddisfatto del suo 2,5% circa? "Certamente. Alla vigilia era inimmaginabile. Abbiamo eletto sindaci e consiglieri nelle altre quattro province campane. A Campobasso siamo stati determinanti per la vittoria del Pdl e anche nel resto del Mezzogiorno abbiamo affermato la nostra presenza". 

Come si spiega l'esito meno positivo delle attese per il Pdl? "Devono rendersi conto che non si può avere fiducia solamente nell'abilità di Berlusconi, ma che bisogna lavorare. Soprattutto sul territorio. Se si fosse votato la prima volta che Berlusconi è venuto a Napoli, ci sarebbe stato un plebiscito a favore del centrodestra. In Europa, poi, spira un vento antigovernativo: ne sanno qualcosa Merkel e Sarkozy". 

Anche l'exploit di De Magistris era inatteso. "Ho vinto qualche cena scommettendo sul suo passaggio. Ha fatto l'anti-Bassolino da una parte e dall'altra parte ha attaccato a testa bassa le amministrazioni provinciali e regionali che non hanno inciso". 

E così... "La borghesia salottiera, il Vomero-bene, la noblesse ha votato per De Magistris". 

Che cosa hanno sbagliato i suoi ex alleati di Pd e Sel? "Hanno fatto una scelta emergenziale all'ultimo minuto. Ma i prefetti non portano bene al centrosinistra: bastava guardare la Dc a Roma nel 1993 e cosa è successo a Milano nel 2006". 

Vista la sua lunga esperienza politica, cosa consiglierebbe al Pdl? "Deve diventare un partito vero, strutturarsi, fare come la Dc. Non bastano gli amici, gli amici degli amici, gente che succhia le ruote di Berlusconi. È bello essere eletti quando non c'è il voto di preferenza, ma le amministrative sono tutta un'altra cosa..." 

Si limiterà a rallegrarsi della performance dell'Udeur? "Dopo la tragedia che ci ha colpiti, abbiamo fatto lo stesso risultato di formazioni più consolidate pur non essendo presenti in Parlamento. Se non avessi subìto un linciaggio mediatico, avrei avuto ancora più voti". 

Anche due anni fa alle Europee aveva ottenuto 110mila voti? "Ero candidato nelle liste del Pdl e si poteva pensare che fossi stato "aiutato". Questa volta ho un partito". 

Su chi scommetterebbe una cena: Lettieri o De Magistris? "Lo dico solo davanti a un notaio...".

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