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12.04.2011 - LAVORO, LA SOLUZIONE E' EUROPEA STOP ALLA FORMAZIONE SENZA SBOCCHI
L’assessore regionale Severino Nappi dell' UDEUR - Popolari per il Sud > Il lavoro che non c’è. Ma anche il lavoro possibile. Da nove mesi Severino Nappi siede sulla poltrona più calda dell’amministrazione regionale, è nel mirino delle frange estreme della galassia dei disoccupati organizzati ed è il padre del nuovo Piano per il lavoro in Campania.
 
<< Lavoro, la soluzione è europea stop alla formazione senza sbocchi >>

L’intervista
L’assessore regionale Nappi
<< Dal nostro piano-occupazione arrivano i primi segnali positivi>>

Il lavoro che non c’è. Ma anche il lavoro possibile. Da nove mesi Severino Nappi siede sulla poltrona più calda dell’amministrazione regionale, è nel mirino delle frange estreme della galassia dei disoccupati organizzati ed è il padre del nuovo Piano per il lavoro in Campania. L’assessore regionale al lavoro ha finora incassato un primo risultato incoraggiante: da un primo bilancio fatto il suo piano per lo sviluppo dell’occupazione sta producendo effetti concreti. Resta la piaga del precariato. << È uno degli effetti della globalizzazione del lavoro – dichiara Nappi – ed è un fenomeno complesso, la cui soluzione richiede interventi sopranazionali>> .
Cioè?
<< Il precario è figlio della globalizzazione delle dinamiche del lavoro, che ormai pongono sul mercato la questione delle regole e di una competitività sempre più spinta. In un sistema nel quale uno degli elementi di incidenza resta il costo del lavoro è chiaro che ogni impresa investe anche su questi fattori. Questo accade in Italia come nel resto del mondo. Ma in assenza di regole internazionali realmente condivise succede che si sceglie di investire dove il costo del lavoro è minore>> .
E dunque come si risolve il fenomeno?
<< Le questioni vanno affrontate e risolte non in un’ottica nazionale ma sopranazionale. Ma il problema è proprio questo: perché nessuno se ne fa carico. Si combattono solo battaglie di retroguardia lasciando che gli strascichi delle rivendicazioni ricadano a livello locale e nazionale>>.
Ma la galassia del precariato è vasta. Qui non si parla solo di imprese e fabbriche, ma anche di giovani laureati le cui aspettative rischiano di durare una vita…
<< Se si riferisce al mondo dei ricercatori, per esempio, le dico che in Italia per troppi anni lo studioso è stato abbandonato a se stesso. La sua crescita non è stata assecondata, nessuno l’ha per così dire accompagnata. O si era precari o “strutturali”. Ora, con la riforma Gelmini speriamo che le cose possano cambiare>>
Torniamo alla massa di giovani precari che aspettano un lavoro. Come può questo problema essere affrontato anche a livello locale?
<< La premessa l’ho già fatta dicendo che il problema vola sopra le nostre teste. Gli sforzi comuni devono tendere a un solo obiettivo: creare un sistema capace di generare occupazione. Non a caso in Campania abbiamo scelto di puntare su un piano lavoro per tentare comunque di creare posti di lavoro. Il problema è che qui finora avevamo visto la politica investire solo su tirocini e corsi di formazione, metodi inutili che hanno determinato solo forme di cannibalizzazione dei contratti di lavoro>>
E invece adesso?
<< Abbiamo forme concrete di sbocchi nel mondo del lavoro: penso, per esempio, al contratto di apprendistato, alle forme di contratto di lavoro subordinato. Alcuni segnali in Campania li stiamo registrando, altri ne arriveranno>>.
Come commenta le violenze di pochi teppisti che ieri si sono infiltrati nel corteo dei precari?
<< È un fatto deprecabile. Ma purtroppo c’è sempre qualcuno che approfitta di un disagio per infiltrare soggetti con tutte altre intenzioni>>.

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